Scegliere di ristrutturare la propria casa significa poter sfruttare meglio gli spazi presenti, abbattere sensibilmente i costi legati alle bollette energetiche e ridurre al minimo la manutenzione, creando un ambiente gradevole e vivibile. La ristrutturazione implica di solito una spesa piuttosto ingente: tuttavia è fortunatamente possibile usufruire degli incentivi che permettono di risparmiare diverse migliaia di euro, rendendo l’immobile più confortevole e funzionale.
Se proprio volessimo abbozzare una media, il costo legato alla ristrutturazione completa di un appartamento si aggira intorno ai 200 euro al metro quadro, cifra che tende a raddoppiare qualora siano necessari interventi di media complessità. Ristrutturazioni di pregio che includono invece lavorazioni architettoniche particolare e impianti complessi possono addirittura aggirarsi intorno ai 900-1.400 euro al metro quadro. Proprio per questo motivo, nell’ottica di risparmiare qualcosa, o recuperare parte della spesa almeno da un punto di vista fiscale, è importante sapere  quali sono i bonus in vigore e come è possibile ottenerli in maniera relativamente semplice.

 

Bonus ristrutturazioni casa 2020

Secondo le ultime indiscrezioni tra i bonus casa 2020, la nuova Legge di Bilancio 2020 sembrerebbe prorogare il cosiddetto bonus ristrutturazioni 2020, grazie al quale i contribuenti potrebbero godere di una maggiore agevolazione fiscale prevista sugli interventi legati alla ristrutturazione edilizia.
Stando all’art. 16-bis del Dpr 917/86, attualmente in vigore, in assenza di tale proroga la detrazione fiscale prevista risulta pari al 36% per un massimo di 48.000 euro per ogni singola unità immobiliare: grazie alle nuove norme previste, esso aumenterebbe al 50% per un limite di spesa fissato a 96.000 euro.
Un vantaggio non indifferente per chi auspica di ristrutturare la propria casa, fermo restando che potrebbe beneficiare della detrazione anche chi desidera acquistare fabbricati ristrutturati a uso abitativo.
Con ogni probabilità, il bonus ristrutturazione casa non presenterà alcuna modifica rispetto ai requisiti e alle condizioni previste per il 2019: spetterà dunque a chiunque sceglierà di effettuare interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, a prescindere dal valore dei lavori eseguiti sull’immobile ma a patto di rientrare nei seguenti requisiti:

  • Manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuata su immobili residenziali, rurali, rustici, pertinenze e parti comuni degli stessi;
  • Ricostruzione di un immobile danneggiato o relativo ripristino;
  • Realizzazione di posti auto di pertinenza o in comproprietà;
  • Eliminazione di barriere architettoniche mediante installazione di montacarichi e ascensori;
  • Esecuzione di opere finalizzate a ridurre il rischio di infortuni domestici e a prevenzione di atti illeciti quali aggressioni e furti;
  • Bonifica dall’amianto;
  • Opere volte alla riduzione di inquinamento acustico e al risparmio energetico.

Detraibili al 50% anche le seguenti spese strettamente legate agli interventi;

  • Spese di progettazione;
  • Spese legate alle prestazioni professionali richieste in funzione della tipologia di intervento prevista;
  • Spese legate alla messa a norma dell’impiantistica presente nell’immobile;
  • Spese legate all’acquisto di materiali;
  • Compenso legato alla relazione di conformità dei lavori;
  • Sopralluoghi ed eventuali perizie;
  • IVA, bollo e diritti corrisposti al fine di ottenere concessioni, autorizzazioni e comunicazione di inizio lavori;
  • Altri eventuali costi strettamente correlati ai lavori sostenuti.

Come espresso dall’Agenzia delle Entrate, gli interventi di manutenzione ordinaria possono beneficiare del bonus ristrutturazioni casa solo qualora coinvolgano le parti comuni: in questi casi la detrazione Irpef spetta ad ogni condomino in funzione della relativa quota millesimale.

Per fruire della detrazione al 50%, i contribuenti sono tenuti a comunicare alla ASL di zona, ove previsto, comunicazione di inizio lavori a mezzo raccomandata, effettuando il pagamento delle spese previste mediante bonifico bancario o postale. Successivamente nella dichiarazione dei redditi andranno indicati i dati catastali identificativi dell’immobile, così come la quota di detrazione: la detrazione totale andrà divisa in 10 quote di pari importo e corrisposta a partire dall’anno successivo all’esecuzione degli interventi di ristrutturazione. Andrà ovviamente conservata l’intera documentazione legata agli interventi: concessioni, autorizzazioni o comunicazione di inizio lavori così come la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà qualora non previsti unitamente alle fatture e ricevute fiscali e alla comunicazione ENEA ristrutturazioni nel caso in cui gli interventi eseguiti vadano comunicati all’ENEA.

 

Le detrazioni fiscali 2019 per la ristrutturazione di casa

Durante l’anno in corso, l’agevolazione fiscale legata al bonus ristrutturazione casa ha coinciso con la detrazione Irpef del 50% sull’importo speso per i lavori di ristrutturazione effettuati sull’immobile, se ad uso residenziale. Tale valore è stato modificato più volte nel corso degli ultimi anni, sebbene l’ultima Legge di Bilancio lo abbia riconfermato per tutto il 2019, col presupposto di prorogarlo quasi con certezza anche per il 2020, sostituendolo come si è detto al precedente 36%.
È stata prevista inoltre un’ulteriore detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe superiore alla A+ da utilizzare per arredare immobili appena ristrutturati: le stesse opere di ristrutturazione coinvolte dall’incentivo possono riguardare non solo le singole unità abitative ma anche le parti comuni di edifici condominiali, caso in cui la spesa viene divisa in funzione delle quote millesimali. Il contribuente quindi ha la possibilità di detrarre la spesa sostenuta del 50% fino al 31 dicembre 2019, con un margine massimo pari a 96.000 euro per ciascun immobile, condizione che dovrebbe permanere salvo modifiche, anche per il prossimo 2020.
Le detrazioni legate agli incentivi ristrutturazione casa coinvolgono dunque nello specifico le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, il restauro e risanamento conservativo così come la ristrutturazione edilizia anche se di fatto, unitamente alla spesa legata alla messa in opera dei lavori, è possibile includere ulteriori costi legati alla progettazione, alla messa in regola dell’immobile, all’acquisto dei materiali, alle perizie e sopralluoghi così come agli oneri di urbanizzazione previsti.
Possono beneficiare della detrazione legata al bonus ristrutturazione casa 2019, tutti i contribuenti assoggettati all’Irpef, residenti in Italia e non. I soggetti possono essere non solo gli stessi proprietari dell’immobile ma anche i titolari dei diritti di usufrutto quali:

  • proprietari o nudo-proprietari;
  • usufruttuari e locatari;
  • soci di cooperative o imprenditori individuali;
  • soggetti che producono redditi in forma associata quali società semplici;
  • familiari o conviventi del possessore o detentore dell’immobile;
  • l’acquirente di un immobile qualora sa già stato registrato il compromesso

Negli anni l’iter burocratico previsto per poter beneficiare della detrazione fiscale legata alle ristrutturazioni edilizie è stato alleggerito e semplificato, eliminando l’obbligatorietà della comunicazione di inizio lavori all’Agenzia delle Entrate: ora è sufficiente indicare o dati catastali relativi all’immobile nella dichiarazione dei redditi.
La precedente Legge di Bilancio 2018 aveva introdotto inoltre l’obbligo della comunicazione all’ENEA legata ai lavori realizzati, condizione mantenuta anche quest’anno: in questo caso tale procedura deve essere pertanto effettuata avvalendosi del portale Agenzia delle Entrate entro 90 giorni a partire dalla data conclusiva dei lavori o del collaudo.

 

Bonus casa 2018: incentivi fiscali per ristrutturare la propria abitazione

La Legge di Bilancio 2018 ha segnato innumerevoli novità rispetto agli anni precedenti, stabilendo quelli che sarebbero stati i solidi presupposti per gli anni successivi. A partire dal primo gennaio 2018 è infatti stato possibile beneficiare della detrazione Irpef, da allora pari al 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione edilizia e mobili unitamente alle nuove aliquote di detrazione per l’Ecobonus. Allora nel testo della medesima legge, trovava altresì conferma l’introduzione del bonus verde, ovvero la detrazione del 36% e fino a 5.000 euro di spesa legata alla manutenzione di giardini e terrazzi privati.
È stato il Decreto legge n. 83/2012 a introdurre il bonus ristrutturazioni al 50% e con un tetto di spesa agevolata a 96.000 euro il tetto di spesa agevolata a supporto delle opere di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, a carico di parti comuni di edifici residenziali, su condomini così come su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi appartenenti a qualsivoglia categoria catastale.
Alcuni esempi di opere di ristrutturazione, possono essere identificati quindi con;

  • L’installazione di ascensori e scale di sicurezza e interne;
  • La realizzazione e bonifica di servizi igienici;
  • La sostituzione di infissi esterni e serramenti con modifica di materiale e tipologia;
  • Il rifacimento di scale e rampe;
  • Gli interventi di natura energetica ed impiantistica in generale;
  • La recinzione di aree private.

Anche nel 2018, l’incentivo ristrutturazione casa poteva essere richiesto dai contribuenti soggetti al pagamento dell’Irpef, residenti o meno sul territorio italiano: tale condizione già allora era valida sia per i proprietari dell’immobile che per coloro che ne usufruivano, compresi locatari e comodatari, così come soci di cooperative, imprenditori individuali e soggetti in grado di produrre comunque un reddito.  Qualora fosse tuttavia stato stipulato un contratto preliminare di vendita o compromesso, chi aveva effettuato l’acquisto già nel 2018 poteva usufruire del bonus solo nelle seguenti specifiche casistiche:

  • qualora il proprietario fosse già stato immesso nel possesso dell’immobile;
  • qualora avesse eseguito i lavori di ristrutturazione facendosene carico;
  • qualora fosse già stato registrato regolarmente il compromesso.

In ogni caso era altresì possibile beneficiare dell’incentivo anche qualora i lavori fossero stati eseguiti in proprio, tuttavia solo applicandolo alle spese sostenute per l’acquisto dei materiali necessari.
Dal 2018 ad oggi le condizioni per usufruire degli incentivi ristrutturazione casa sono rimaste quasi totalmente invariate, a tutto vantaggio dei proprietari degli immobili coinvolti che, in questo modo tutt’ora possono risparmiare la propria liquidità, investendo in maniera vantaggiosa sul miglioramento strutturale della propria abitazione.

 

Guida alle diverse tipologie di ristrutturazione edilizia

Sono molteplici le tipologie di ristrutturazione edilizia per le quali è possibile beneficiare del bonus previsto per il prossimo 2020. Il portale dell’Agenzia delle Entrate fornisce utili informazioni per comprendere al meglio per quali opere è possibile ridurre la spesa sostenuta, mediante la detrazione fiscale prevista.
Secondo quanto stabilito dunque dalla Legge di Bilancio 2019 le tipologie di ristrutturazione che prevedono le suddette agevolazioni fiscali possono essere identificate come;

  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia

Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria tutte le opere ed eventuali modifiche finalizzate a rinnovare o in alternativa a sostituire componenti anche strutturali dell’immobile e a realizzare o integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, purché non determinino una modifica della volumetria complessiva dell’edificio e non comportino la modifica della relativa destinazione d’uso. Rientrano poi nella manutenzione straordinaria gli interventi complessi che prevedono l’accorpamento o il frazionamento dell’unità immobiliare purché anche in questo caso non ne venga mutata la volumetria.
Ulteriore tipologia di ristrutturazione è costituita dal restauro e risanamento conservativo che comprende tutti gli interventi che possono essere utili a conservare l’immobile, assicurandone la funzionalità e conservandone integri gli elementi caratteristici formali e strutturali che ne consentono destinazioni d’uso coerenti con lo stesso.

Esempi di interventi di restauro e risanamento conservativo sono pertanto rappresentati da:

  • Gli interventi volti all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado che possano compromettere l’estetica e la funzionalità dell’immobile;
  • L’adeguamento dell’altezza dei solai o sottotetto, purché le volumetrie non subiscano variazioni;
  • L’apertura di finestre supplementari in virtù di specifiche esigenze di aerazione dei locali.

Per quanto invece concerne nello specifico la ristrutturazione edilizia, sono compresi nella stessa gli interventi volti a trasformare l’immobile attraverso opere che possano modificarne le caratteristiche strutturali del tutto o solo parzialmente.

Esempi di ristrutturazione edilizia sono quindi da intendersi:

  • La demolizione e ricostruzione dell’immobile con la medesima volumetria;
  • Le sostanziali modifiche apportate alla facciata;
  • La realizzazione di una mansarda o di un balcone;
  • L’apertura di nuove porte e finestre
  • La costruzione di eventuali servizi igienici ad ampliare le superfici e i volumi esistenti.

È opportuno ricordare in ultimo che la detrazione data dagli incentivi ristrutturazione casa, coinvolge unicamente le spese sostenute per le opere relative all’immobile. Sono pertanto esclusi i costi legati all’acquisto di strumenti e attrezzature utili all’esecuzione delle stesse.
Ad oggi è auspicabile che il bonus ristrutturazione previsto per questo 2019 conservi le medesime caratteristiche anche per il prossimo 2020. Tuttavia fare affidamento a quanto espresso sullo stesso portale dell’Agenzia delle Entrate è utile, poiché consente di trarre le informazioni più aggiornate relative ai requisiti necessari per godere dei benefit dati dalle suddette detrazioni fiscali.