A dispetto delle apparenze, l’identità di Milano è fatta per buona parte d’acqua: a dimostrarlo sono la Darsena rinnovata e i popolarissimi Navigli, ma anche la Martesana che tra Melchiorre Gioia e viale Monza riaffiora costeggiata da piste ciclabili e piacevoli aree verdi. Non si tratta soltanto di scorci caratteristici e inattesi: i tratti fluviali milanesi sono parte della storia della città e del suo sviluppo, e toccano questioni complesse come la mobilità, l’ambiente e l’architettura urbana.

Anche per questo negli ultimi anni si è consolidata, su iniziativa delle stesse amministrazioni, l’ipotesi di riaprire quei tratti fluviali al momento coperti dal manto stradale, restituendo a Milano i suoi Navigli nascosti e trasformando notevolmente le zone interessate dal loro passaggio.

Riapertura dei Navigli a Milano: ecco dove

Sono cinque gli snodi della città dove l’acqua, secondo il progetto, potrebbe tornare alla superficie:

  • via Melchiorre Gioia fino a via Carissimi;
  • via San Marco fino a via Castelfidardo;
  • via F. Sforza da via Laghetto a Corso di Porta Romana;
  • via Molino delle Armi da via Vettabbia a Corso di Porta Ticinese;
  • via Conca del Naviglio da via d’Oggiono alla Darsena.

Il tutto per un totale di 7,7 chilometri cittadini di canali e un budget stimato intorno ai 500 milioni di Euro. Prima sarebbe necessaria la riconnessione idraulica della città, attraverso tubazioni che ricolleghino diversi tratti al momento separati; poi seguirebbe la vera e propria apertura dei singoli tratti. Quella che il Comitato scientifico del Comune ha studiato e avanzato nel corso del 2018 è una proposta che valorizzerebbe gli aspetti storici, artistici e ambientali della città, e alla fine dei lavori potrebbe determinare la nascita di ulteriori spazi pedonali e ciclabili e addirittura nuove ipotesi di trasporto via acqua.

Le domande della cittadinanza

Il dibattito pubblico che lo stesso Palazzo Marino ha incoraggiato e promosso negli ultimi mesi ha permesso di evidenziare le domande più urgenti da parte della cittadinanza:  il primo tratto di lavori previsto dal progetto, che interesserebbe proprio la zona di via Melchiorre Gioia prolungando il canale della Martesana per 850 metri di lunghezza e 10,5 metri di larghezza, ha mosso alcuni dubbi sulla riduzione del numero dei parcheggi ma al contempo non vedrebbe impatti negativi sul traffico,  lasciando due corsie di viabilità in entrambe le direzioni. Le implicazioni del progetto riguarderebbero i temi del verde e del decoro urbano, della viabilità complessiva,  della congiunzione di centro e periferia, dell’attrattività turistica e commerciale di aree residenziali, dotando inevitabilmente la zona anche di crescente prestigio immobiliare.

Ad oggi il progetto resta sospeso tra molte domande aperte: è notizia recente che potrebbero proprio essere la garanzia di completa navigabilità e la riapertura integrale dei Navigli ad assicurare i fondi dell’Unione Europea che il Sindaco Beppe Sala sta al momento cercando. Intanto il sito del Comune di Milano mette a disposizione tutta la documentazione relativa all’ultimo incontro pubblico sul progetto Navigli svoltosi il 5 febbraio scorso a Palazzo Marino, con l’obiettivo di presentare in dettaglio le risposte ai quesiti raccolti in questi mesi e le soluzioni che il Comune intende adottare nella progettazione dell’opera.

Il 2019 sarà probabilmente un anno importante per capire se il progetto della riapertura dei Navigli troverà una reale applicazione o sia destinato a rimanere soltanto un’utopia.